Niente più Tennisti di una Volta: Ora C’è Solo il Tennista Arrotino-Robottino

tennista-robottino

Il tennis di oggi è muscolare, fisico, ripetitivo. Tempo fa tu andavi a vedere i giocatori che avevano un loro tennis personale, anche nei gesti, nei ritmi e nel gioco. E poi non si accompagnava la palla con il sibilo “viperino” ma ci si parlava addosso e non era esibizionismo o maleducazione, era una autoanalisi “live”, senza cuffie, interessante, era come se il giocatore si sdoppiasse e da uno diventasse duo. Il primo era quello che aveva giocato, il secondo era quello che aveva visto, era la parte critica che gli faceva l’esame. Il tutto a voce alta e lo spettatore aveva modo di ascoltare e di giudicare.

Per me che sono del segno zodiacale della Vergine, attento e che uso gli occhi come videocamere che tutto vedono e notano sopratutto i minimi particolari (e in 3D) e che ho la testa che fa da decoder, era uno spettacolo nello spettacolo! Il tennista seduto al cambio di campo che parlava in quanto “duo” con se stesso, con uno spettacolo di mimica facciale che era un linguaggio dentro il linguaggio, era era un linguaggio fiorito come un campo pieno di margherite che narra la sua bellezza. Oggi vediamo sportivi che corrono e che parlano microfonati e incuffiati, sembrano “macchiette, sono ridicoli perché sembrano parlare all’aria.

Una volta si parlava a voce alta all’altro se stesso che era la nostra parte vigile, la”pars costruens” che s’opponeva alla “pars destruens”! Negli atleti di oggi non si ascolta più’ il proprio “duo” ma il coach, il Mental coach che gli serve una poesia che pressappoco recita così – volere è potere – lui ti teme – dai dai dai che ce la farai -. Ho detto una poesia, si fa per dire, vero Giacomo Leopardi? Si andava a vedere loro, il loro tennis, si andava a sentire le loro litanie, le loro lamentazioni, le loro gioie e i loro dispiaceri erano veraci, mai schermati da cuffie e così ben recitati o rappresentati. Il campo da tennis diventava teatro di rappresentazione. In scena il titolo era sempre lo stesso “la lotta per la vittoria” ma gli attori e le trame erano tutte diverse perche’ ognuno esprimeva un suo tennis personale, direi quasi autoriale, quei tennisti erano un “unicum”!

Ma i tempi sono cambiati ed oggi con la diffusione H24 del tennis a livello mondiale con le TV monotematiche i ragazzi hanno la possibilità di conoscere le tecnicalita’ e le abilità dei più bravi della disciplina. Ci sono le scuole SAT, le Accademie che costruiscono i giocatori a colpi di cesti di palline, i colpi vengono ripetuti ossessivamente centinaia di volte. Legati ai ritmi di macchine spara-palle piccoli giocatori crescono, giocano bene ma sono tutti uguali, completamente spersonalizzati e particolarmente insopportabili nelle loro mimiche alla Rafa, alla Nole, alla Roger. E siccome e’ prevalsa la scuola spagnola è nata una nuova razza di tennisti: gli Arrotini-Robottini.

spara-palline-tennis

I danni di questa scuola spagnola sono molto evidenti, è come se nel calcio si insegnasse a fare un pareggio 0-0 quando l’essenza del calcio è il goal! È come se nel calcio si insegnasse sopratutto a non prendere goal piuttosto che farne. Qui è lo stesso, si dà prevalenza ai colpi da fondocampo, diritto e rovescio bimane, lì si imbastisce lo scambio che resta incompiuto perché il punto deve uscire da quello scambio monco, senza variazioni! Il colpo è arrotato da cui il nome di Arrotino-Robottino perché sempre uguale, la palla “sporca” se perde in velocità ne guadagna in sicurezza (sta più facilmente in campo e rimbalza molto alta risultando così difficile da gestire) e così è raro vedere i colpi al volo, le smorzate; insomma non si insegna il gioco del tennis nella sua interezza e cioè a fabbricare il punto.

Il punto è il prodotto del tennis fatto con il materiale che ti da’ l’avversario, il tuo tennis deve stampare il punto, non deve aspettare l’errore, l’errore sarebbe un prodotto fallato, mal riuscito, uno scarto. Il tennista che costruisce il suo tennis solo “conservativo” aspettando l’errore dell’avversario significa che s’accontenta di un sottoprodotto! Questi tennisti di oggi rappresentano un “continuum”, li rende uguali tra indistinti! Sono come tanti soldatini in mimetica, diventano caricature di veri campioni.

Che provino ad essere se stessi! E’ così bello recitare ogni giorno il nostro essere unici, assolutamente diversi, forse simili ma mai identici e comunque mai fotocopie! È ora che si passi dal tennista -Arrotino/Robottino- al tennista “Faber” che fa tennis e che si diverte e che diverte!

Con un sorriso prof. Giovanni Carnaroli

Mi chiamo Giovanni Carnaroli, sono docente di Lettere in quiescenza (brutta parola ma se dico "in riposo" qualche spiritoso potrebbe aggiungerci "in pace e così sia" e sarebbe un bel problema). Mai stato democristiano ne' berlusconiano, sono laico ma se Dio c'è di sicuro mi farà entrare in paradiso ed io lo delizierò con storie di fanta - religione. Mai ho avuto a che fare con la giustizia però ho "formicato" ma non da sposato. Coniugato con una donna rumena, ho tre figli, mai ho avuto né sorelle o figlie e ormai mi sono rassegnato. Sono nato a Fano in provincia di Pesaro-Urbino il 14-09-1951, avrò 65 anni il prossimo settembre e dimostro tutto il mio vissuto ma potrebbe essere altrimenti?Si, nelle favole ma nella realtà a quelli che dicono - ho 60 anni ma me ne sento 30 - rispondo - vai a cambiare la batteria della tua calcolatrice. Calzo un 41 esatto di piede, così esatto che quando acquisto le calzature non le provo, compro a scatola chiusa! Una volta però nella scatola c'era solo una scarpa! Vado in negozio e dico - mi dovete amputare una gamba - e la signorina di rimando - se ha questo problema deve andare all'ospedale! - Ed io - No, il problema siete voi che mi avete dato solo una scarpa! - E la signorina - provvediamo subito - e mi diede una nuova scatola di scarpe. Arrivo a casa, apro la scatola e trovo 3 scarpe, ci pensò un po' e poi mi dico - vuoi vedere che è per la " terza gamba"? Mai ho partecipato all'isola dei famosi e ciò non mi manca! Gioco a tennis 2 ore tutti i giorni, conosco il tennis nei minimi particolari, sia il tennis maggiore che quello minore, parlare di tennis con me è normale quanto parlare con un medico delle malattie. Possiedo 4 auto e 4 vespe Piaggio di cui una d'epoca ma ho un solo deretano è una sola moglie, dite che anche qui il numero va corretto? Con. Un Sorriso, prof. Giovanni Carnaroli