Ons Jabeur: la tennista champagne

Pubblicato da Giovanni Carnaroli


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Ma l’avete vista giocare, Ons Jabeur? Ons non è una sigla delle ONG che raccattano naufraghi nel Mediterraneo, Jabeur non è il cognome di una francese o parigina ma di una tunisina, eppure il cognome sembra francese ! Ma la storia, se la conoscete, vi dà la risposta al quesito.

Avete mai sentito parlare di fenomeno coloniale? Beh, qui è la soluzione dell’enigma! ‘Ons Jabeur’ è la definizione stessa di ‘tennis hipster’, è il chemmefrega del tennis percentuale quando oltre a un po’ di pancetta io ho un braccio fatato e tiro i vincenti quando voglio. Poi, di rincorrere la palla ha poca voglia la deliziosa tennista tunisina, ma fa parte del divertimento.

La ONS è divertente già nel nome e anche alla vista: è piccola come una mondina, quel gonnellino la fa quasi una ballerina; sì, sa stare anche sulle punte, invece sta in punta di racchetta; secondo me sarebbe stata una grande schermitrice di fioretto ma una pessima bigliettaia in stazione e neanche ce la vedrei a raccogliere pomodori tra migranti nel foggiano a 1 euro e 50 l’ora!

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Non le si addicono le ali perché non par proprio un angioletto 😇 semmai un vero diavoletto: quegli occhietti tondi sono come quelli di una bimba che non sogna certamente una Barby da accudire. Ha un viso circolare come quello di una pallina, la faccia è birichina e non è certo quella di una che studia filosofia e che è presa dall’ontologia dell’essere di Heidegger, il celebre pensatore tedesco. Se c’era chi diceva ‘io penso dunque esisto’, lei direbbe : ‘io gioco dunque esisto’.

È tunisina e fa la tennista professionista: credo che in Tunisia il tennis sia come fare la corrida in Lapponia con le renne! Ma Lei è brava, anche bravissima qualche volta ma non sempre! Ecco la differenza tra una campionessa e una brava tennista!

Credo che Lei ne abbia contezza di questo fatto: ha consapevolezza di sentirsi Musa del tennis per i suoi meriti di natura tecnica ma sa anche dei limiti di natura fisica e mentale che la rendon discontinua, anche perché lei gioca senza tattica, gioca ‘come le viene’. Esprime un tennis capriccioso, ridondante e spettacolare, fatto di gioco d’anticipo, di colpi al volo tanto belli quanti rischiosi, insomma è tutto un procedere agli onori della gloria!

Il tennis ‘meravigliao’ a tutto tondo

Si mostra un po’ vanagloriosa, narcisista e quando perde è perché vive la partita come un divertimento più che come un impegno! È un tennis del fare mai contenitivo, così in quei giorni ispirati vince diverte e si diverte! Insomma avete presente la Caroline Wozniacki?

La danese con il suo gioco ‘risparmioso’ e operaio, attivo come una formichina? Beh, Lei è il contrario. E se Carolina par una formica la Ons pare una cicala! Nel circuito è ben conosciuta, te la ritrovi ai primi turni perché non ha una classifica tra le primissime, ma è temuta anche dalle top ten perché la sua classe non si discute.

Spesso gioca di ‘controbalzo’, i maligni dicono per colpa di quella forma fisica non proprio all’altezza, la linea di fondo è il suo fortino, mai l’abbandona! Non ama le periferie del campo, adora stare sul campo a dettare lo spartito! E di quel rovescio ad una mano, ne vogliamo parlare? Bello? No! Bellissimo? Non è abbastanza. Spaziale? Sì, lo è! Ci disegna il tennis lungo linea e in cross stretto, ci esegue degli slice civettuoli e capricciosi con la pallina che irriverente arriva appena di là nel campo avverso e poi per effetto rotatorio e sussultorio ritorna nel campo da cui è partita, lasciando l’avversaria ‘vedova da prestazione’!

Poi quel viso di chi sa che può fare qualsivoglia cosa che perla pare, ma anche una corbelleria difficile pure da pensare! La racchetta la salva e la incorona tennista; se di valore, dipende da sè medesima! Ma senza racchetta, se le mettessimo una parananza bianca potrebbe essere perfetta a vendere le caldarroste in un vicolo cittadino!

E se le mettessimo un burka sarebbe un gran peccato perché ci toglierebbe quell’immagine unica e preziosa di viso di donna per niente banale e anzi un po’ ‘vintage’, Allah permettendo! Sarebbe perfetta se facesse la maga, farebbe uscire dal suo turbante orientale coniglietti e palline, coniglietti che inseguono palline e palline che inseguono coniglietti! ‘Chi la dura la vince’. Ma gioca a tennis perché è quello che sa fare meglio, divertendosi e divertendo.

Il prof. Giovanni Carnaroli

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