Il Siero della Vittoria nel Tennis

Ho vinto, Hasta la Victoria Siempre!

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Si, ho vinto! Che bello, ho vinto, ce l’ho fatta! Quell’ultimo punto e sul viso dell’avversario si è spenta la speranza. Improvvisamente quel viso teso e sudato si è afflosciato per la delusione, poi si è ricomposto con dignità ed è venuto a Canossa, cioè a rete per stringermi la mano ma gli occhi tradivano l’amarezza per la sconfitta.

La sconfitta è un lutto da elaborare, il tempo lenirà il tutto, intanto lui ha perso ed io ho vinto!! In alto il cielo sembra più azzurro e Dio lassù mi ha fatto “l’occhialino” e sembra divertito! Ho vinto e la fatica che sento da un lato mi da’ piacere, gioia perché mi ricorda che ho vinto! Già, se perdi invece la fatica ti sparge dolore sulle membra tutte e poi c’è la testa che vomita frustrazione. Il corpo è tutto un dolore, è tutta una “erezione”, si, si dappertutto tranne che in quel punto li, quello per “erigersi” pretende un’altra partita e un’altra vittoria!

I crampi popolano le mie gambe, è come se i muscoli avessero fatto uno sciopero senza preavviso perché troppo abusati. E allora cerchi una sedia. Quando sei stanco il riposo è come il cibo quando hai fame! La schiena si appoggia alla spalliera della sedia e dice – Grazie! -. Mi siedo, allungo le gambe e mi rilasso e godo al pensiero che ho vinto! Sono stanco, non è vero che la vittoria annulla la stanchezza ma la rende bella, e poi chi se ne frega, la fatica passa, la vittoria resta! Invece io ho vinto, c’ho l’esaltazione, mi piaccio, mi guardo allo specchio e mi vedo anche bello, salgo sulla bilancia che registra 65 kg di autostima.

E le persone che incontri sono tutte “carucce”, anche quelli che non sopporti di vedere in genere ti sembrano “accettabili”, anche se non ti fanno mai i complimenti. Anzi ti si avvicinano e ti fanno rilevare che hai vinto perché lui ha giocato male! Fa male sentirsi dire – Non hai vinto tu, l’ha persa lui! -. E’ come macchiare la tua vittoria, del resto sono o no in genere persone per te insopportabili? Comunque ho vinto, il telefonino “messaggia” congratulazioni che ti fanno piacere. Sei come investito per la vittoria da una sorta di sentimento di ” buonismo” che investe tutto ciò che tocchi, cose, animali e persone. Non so la sedia che ti ospita diventa confortevole e “gentile” perché ti accoglie, là un cane “abbaia” e tu lo interpreti come un complimento perché hai vinto, li c’è una bella ragazza che ti guarda? E tu ti senti importante. Là un bimbo piange, grida, reclama la sua attenzione ai suoi genitori che “smanettano” sul tablet, in una situazione normale me la sarei presa con i genitori, invece ora con il “siero” della vittoria capisco il bimbo, – Lui grida per la crescita – mi dico, del resto anch’io ho gridato prima per la vittoria.

Il “siero” della vittoria modella ciò che vedi sul tuo buon umore e deforma in bello un po’ tutto, è come quando sei innamorato, in testa hai solo e sempre lei, lei è unica, è bella, lei è lei e basta, niente e nessuno ci separerà! Ecco, la vittoria è come se ti innamorassi di te, ti piaci e fai di tutto perché anche gli altri te lo dicano! La vittoria nel tempo si fa ancor più bella, si fa trofeo da esibire, si fa ricordo, si fa nostalgia. Vai fuori dal circolo, il caos del traffico diventa un dolce rumore, un po’ come diceva Leopardi nel Sabato del villaggio – I fanciulli gridando su la piazzuola in frotta, e qua e là saltando fanno un lieto romore”, i colori della vita ti sembrano tutti belli ed appropriati.

Nel traffico una mancata precedenza ti mette in pericolo? Fa niente, scuse accettate, anzi ci si accomiata con educazione e civiltà quando in quei casi qualche volta per stress o cattiveria va a finire con “casa fumante e fucile tuonante”, capisci a me! E poi in macchina sempre quel paesaggio che si sposta per te, per farti posto, insomma pure il paesaggio si fa gentile con il vincitore. Sono eccitato, adrenalinico, mi sento contento e forte, la fatica non abita più qui, qui c’è la gioia, la felicità, l’esaltazione, il tripudio e…. la ricompensa all’impegno e alla passione.

Ma quanto è bella la vita, ma quanto è bella la vittoria!

Con un sorriso.
Prof. Giovanni Carnaroli

Mi chiamo Giovanni Carnaroli, sono docente di Lettere in quiescenza (brutta parola ma se dico "in riposo" qualche spiritoso potrebbe aggiungerci "in pace e così sia" e sarebbe un bel problema). Mai stato democristiano ne' berlusconiano, sono laico ma se Dio c'è di sicuro mi farà entrare in paradiso ed io lo delizierò con storie di fanta - religione. Mai ho avuto a che fare con la giustizia però ho "formicato" ma non da sposato. Coniugato con una donna rumena, ho tre figli, mai ho avuto né sorelle o figlie e ormai mi sono rassegnato. Sono nato a Fano in provincia di Pesaro-Urbino il 14-09-1951, avrò 65 anni il prossimo settembre e dimostro tutto il mio vissuto ma potrebbe essere altrimenti?Si, nelle favole ma nella realtà a quelli che dicono - ho 60 anni ma me ne sento 30 - rispondo - vai a cambiare la batteria della tua calcolatrice. Calzo un 41 esatto di piede, così esatto che quando acquisto le calzature non le provo, compro a scatola chiusa! Una volta però nella scatola c'era solo una scarpa! Vado in negozio e dico - mi dovete amputare una gamba - e la signorina di rimando - se ha questo problema deve andare all'ospedale! - Ed io - No, il problema siete voi che mi avete dato solo una scarpa! - E la signorina - provvediamo subito - e mi diede una nuova scatola di scarpe. Arrivo a casa, apro la scatola e trovo 3 scarpe, ci pensò un po' e poi mi dico - vuoi vedere che è per la " terza gamba"? Mai ho partecipato all'isola dei famosi e ciò non mi manca! Gioco a tennis 2 ore tutti i giorni, conosco il tennis nei minimi particolari, sia il tennis maggiore che quello minore, parlare di tennis con me è normale quanto parlare con un medico delle malattie. Possiedo 4 auto e 4 vespe Piaggio di cui una d'epoca ma ho un solo deretano è una sola moglie, dite che anche qui il numero va corretto? Con. Un Sorriso, prof. Giovanni Carnaroli