Denis Shapovalov: il Tennista con l’Aureola!

Michelangelo Buonarroti, Raffaello, Mozart, Maradona erano mancini! Vuoi vedere che essere mancini è un valore aggiunto? E pensare che una volta i figli che manifestavano tendenze sinistrorse erano obbligati a usare la mano destra! Denis Shapovalov è nato in Israele, di origine russa, ma lo chiamano canadese: sì, oggi anche i meridiani ed i paralleli sono un optional! E’ solo del 1999, se fosse planato in Italia avrebbe già potuto votare, meglio che sia andato in Canada, ha evitato di far danni! Scherzi a parte, questo ragazzotto biondo era diventato famoso perché in un incontro di tennis, essendosi contrariato per uno scambio, per un eccesso d’ira ha scagliato una palla a tutto vapore a casaccio, centrando l’occhio del giudice di sedia che ha rischiato di perderlo!

Per fortuna è intervenuto qualcuno dall’alto che ha operato il malcapitato, tutto risolto. Lui, il genio detto anche Denis, ha avuto una breve squalifica perché si è pentito moltissimo, lì sul momento sul campo si teneva le mani sugli occhi e sembrava che ferito all’occhio fosse lui! Insomma la commissione sportiva internazionale ha ritenuto sincero il pentimento sintetizzato nella sua frase: “Ho fatto una cosa bruttissima, mi vergogno tantissimo, sono dispiaciutissimo, se solo potessi sparirei per sempre!“. Ho visto quel filmato e devo dire che era davvero difficile centrare l’occhio del giudice sparando la palla a 200 all’ora, sarebbe potuta andare ovunque e purtroppo anche lì, dice la statistica! Naturalmente in quell’occasione partita sospesa e Denis venne dichiarato sconfitto e sospeso! Fu un brutto spot che lo avrebbe potuto cancellare da quel mondo ma tutti gli hanno riconosciuto l’ingenuità ed il sincero pentimento! A soli 18 anni, la metà esatta dell’età di Federer, Shapavalov è sinonimo di classe di classe, forza, sicurezza. A vederlo c’era anche il mito dell’hockey Wayne Gretzky e la 17 enne canadese olimpica di nuoto Penny Oleksiak. Più di un’amica…

Shapovalov agli US Open

Denis, si chiama così, è un predestinato. Nato a Tel Aviv da genitori russi, cresce e vive in Canada. Risiede alle Bahamas. Insomma è un cosmopolita, abbraccia tre continenti: Asia, Europa e America. Nel 2016 ha vinto a Wimbledon il titolo juniores. La madre Tessa gli ha insegnato a giocare a 5 anni, ma lui voleva giocare ad hockey. Poi ha cominciato a vincere giocando a tennis, mostrando un rovescio che assomigliava sempre più a quello di Federer. Rovescio ad una mano devastante! Come carattere non assomiglia a Federer: infatti in un incontro di Davis con la Gran Bretagna ha rischiato di spezzare la cornea all’arbitro che si comportò da gran signore e forse da papà che perdona. Capì lo sbaglio e fece mea culpa! C’è da dire che una volta c’erano gli USA e l’Australia ad avere i campioni, poi la Svezia, quindi la Spagna ed ora tocca alla Russia. Quel che colpisce di questo giovanotto è che non è altissimo, 1.83cm lo rendono adatto a fare il tennista senza sentirsi un trampoliere (vero Isner?).

Shapovalov è mancino come Nadal ma anche come Feliciano Lopez: lui però non ha il rovescio bimane, ha un ottimo rovescio ad una mano ed è bello a vedersi! Nel Masters 1000 canadese del 2017 Denis ha addirittura battuto personaggi come Del Potro e Nadal! I canadesi, in genere, sono ‘tiepidini’ per il tifo, come un pò il clima che hanno, agli US Open pero’ sembravano un pubblico sudamericano tanto che si sono entusiasmati! Nello sport ci vogliono i campioni che fanno da traino, altrimenti l’entusiasmo svapora! Lo abbiamo visto con lo sci dopo Tomba e con l’atletica dopo Mennea! In Italia l’ultimo campione è stato Adriano Panatta che ha vinto uno Slam in era Open e la Coppa Davis, poi solo giocatori di buon livello, ma poco più!

Nonostante questa assenza di campioni, in Italia il tennis tiene, il tennis piace. Abbiamo addirittura una TV dedicata solo al tennis, mi sembra che neanche negli USA ce l’abbiano! Insomma intanto ci accontentiamo di vedere questo Denis: lui con quell’altezza è biondo dorato, biondo angelo (gli manca solo l’aureola), il viso assomiglia molto a quello del mitico australiano Leyton Hewitt, questi capelli sono lisci e fluenti, sono capelli sessantottini, sciamano dove vogliono; lui mette il cappellino in testa e questi strabordano e fanno i dispetti, fuoriescono dalla visiera e scendono vicino agli occhi, sono capelli civettuoli e narcisisti, abitano quella testa in maniera anarchica e relegano la fronte a comprimaria perché occupata da queste truppe bionde. Sotto la stessa ci sono due occhi azzurri (non poteva che essere così) che guardano in maniera anarchica esprimendo un atteggiamento sfrontato e disinibito, direi anche coraggioso e qualche volta al limite del temerario!

Shapovalov Denis

Giocando già da protagonista in questi prosceni, questo suo presentarsi così è un sintomo di grande personalità! Il naso è lungo, come la testa, che è un po’ allungata. La bocca è presente ed esprime subito il suo carattere e la sua personalità: non si parla male addosso, si incita come Leyton, grida l’entusiasmo e la bocca diventa fessura circolare aperta che scartavetra una voce da stadio! Le pareti facciali sono lisce, il tutto poggia su un collo abbastanza visibile, poi sotto c’è un tronco che è un bassopiano, che par liscio ma che nasconde innervature che danno vita a tartarughe addominali nella parte sud! Le braccia e le gambe sono estese, rapide e forti! Si trasporta facile per il campo alla ricerca della palla che trova e che lancia con impeto e vigoria come si fa adesso!

È bello a vedersi perché ha due qualità: la prima è che ha un gioco vario, scambia dentro il campo, non perde facilmente metri, anzi li guadagna scambiando sia incrociato che lungolinea. Quando l’altro accorcia lui entra con il diritto ad uscire come solo i mancini fanno e ti porta in periferia del campo o a lato dello stesso e tu provi ad intercettare la palla ma hai perso campo e cominci a fare la fine che fa la goccia sul parabrezza dell’auto: viene spazzata via parimenti l’avversario si schianta schiantato anche moralmente! Insomma Denis Shapovalov ha un tennis propositivo per niente conservativo, non gioca a specchio, cerca di imporre il suo tennis: non mi pare poco, visto la giovane età!

È arrivato in semifinale in un Masters 1000 a 18 anni, come inizio non c’è male! Se non avesse fatto il tennista avrebbe potuto fare il venditore del Folletto a domicilio: ne venderebbe tanti, è adatto alla vendita, ha un atteggiamento propositivo e persuasivo. Avrebbe potuto fare la guida turistica, avrebbe condotto i turisti a passo di carica e raccontato loro tante storielle più o meno vere. Mai potrebbe fare il consulente finanziario, il computo o la matematica gli stanno stretti! Non avrebbe potuto fare l’idraulico, l’acqua è fina e birichina, occorre attenzione non basta partecipazione! Mai potrebbe fare il medico, a pancia aperta sarebbe capace di ridere per una barzelletta raccontata da una infermiera dell’equipe.

Fa il tennista, è deciso e gli piace il tennis, lo vuol praticare! Va bene così, contento tu di giocare contenti noi di seguirti. Che il tennis sia con te!
Che la sconfitta ti sia lieve e che la vittoria ti sia lieta!

Il prof. Giovanni Carnaroli

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