Fabio Fognini e la Partita Complicata: Italia ai Quarti di Davis

Pubblicato da Fare Tennis


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Se Vasco Rossi dice: voglio una vita spericolata
Fabio Fognini replica: voglio una partita complicata!

fognini batte pella

A Pesaro hanno perso! In Argentina gli italiani hanno vinto!! Forse perché in Argentina la vittoria è più carina! Sul punteggio di 2-2 nell’incontro valido per l’accesso ai quarti della Coppa Davis 2017, è sceso in campo lui, Fabio Fognini, il poeta maledetto! A lui spettava la partita decisiva contro un certo Pella, almeno mi sembra che si chiami così! Ma l’attrazione principale era solo Lui, il nostro tennista più talentuoso, Lui avrebbe potuto vincerla o perderla, la partita! Solo Lui ne aveva la facoltà! Fognini, il tennista più discusso, dopo l’era Panatta!

Lui divide, è un campione e poi lo spiegherò anche perché, e come tutti i campioni, divide! Mi ricorda la divisione tra gli sportivi del ciclismo tra i fans di Bartali e i seguaci di Coppi! Se poi dovessi proprio fare un paragone nel mondo del tennis del passato recente mi ricorda la divisione tra i fans di un tennis operaio come quello di Corrado Barazzutti e quello alato e carpiato di Adriano Panatta, il tennista della “veronica” angelica!

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Lui è il classico italiota, prototipo mediterraneo, carnagione scura, occhi marroni che sembran neri! Si nei suoi occhi è da una vita che il marrone scuro combatte con il colore nero, la partita è ancora aperta! La sua testa è importante, visibile, presente, insomma ha volume e risulta molto espressiva con quella fronte spaziosa che, in assenza della bandana che la ricopre spesso quando è agghindato in assetto tennistico, è come se parlasse, quando si raggruma o aggrotta, sembra un leggio musicale! La bocca è larga ed abitata da una gran lingua che mostra impudico per riprendere fiato! Si lo so, verrebbe da dire come i cani dopo una corsa! Ma è sposato e donna Flavia si potrebbe arrabbiare, allora dico che ce l’ha (la lingua per l’appunto) fuori bocca come Sampras! (Flavia, sappilo che l’ho fatto per te! Io propendevo per il paragone con il cane!). In quella bocca abitano denti che paion scoglie perché consistenti! Le sopraciglia sono molto visibili, di quel color nero lucente, un po’ come quei capelli del suo capo nerissimi che paion colorati tanto son splendenti!

In quel viso le pareti facciali sono tirate a lucido e mettono in risalto zigomi sporgenti e mascelle potenti che si azionano prontamente quando Lui si arrabbia e urla parole poco rispettose in generale! Il tronco è lungo e robusto e si contraddistingue da due braccia e da due gambe che sono la specialità della casa! Sono potenti ma anche agili, lo rendono campione, prendono il tempo all’avversario e imprimono alla palla una grande violenza o velocità! I piedi e le braccia sono rapidissimi e questo non è da tutti, se penso a Paolo Bertolucci , giocatore dell’ era Panatta, dal gran braccio ma dal fisico poco atletico, detto “pasta kidd”!

Ha un gioco del tennis molto spinto, fatto di improvvise accelerazioni, di palle poco arrotate che sfiorano sempre o la riga o la rete! Il rovescio è bimane, il diritto lo fa un po’ frontale rispetto alla rete ed anche un pò in piedi, mi sembra ma poi c’è il braccio che fa miracoli! Guardare giocare a tennis Fognini è come andare a lavorare, tanto è stressante osservarlo nel produrre il suo tennis! Non è un divertimento ma una via crucis: può accadere di tutto ed anche di più!

È un campione perché fa delle giocate che noi umani neanche ci possiamo pensare di fare, lui le pensa e le fa! Sono perle, meraviglie che inumidiscono gli occhi, che smuovono i sentimenti, vero donna Flavia? Per lui la normalità non esiste, odia la routine, le cose semplici! In letteratura sarebbe stato un poeta maledetto, quei poeti boehemien, scapigliati che contestavano il mondo borghese. Quando gioca è come andare in macchina con un amico che guida sempre in sorpasso, il rischio della collisione è sempre presente! Il suo gioco mi ricorda la canzone di Vasco Rossi – Voglio una vita spericolata -, Fognini per come gioca a tennis potrebbe cantare la canzone – Voglio una partita spericolata, voglio un set pieno di guai! Voglio una partita complicata, un doppio fallo su palla break, voglio una partita spericolata, due palle corte è una demi volee! -.

Ma quello che è straordinario non è solo il suo gioco terremotato, improvviso, fatto di accelerazioni, di colpi sincopati, di sbracciate al volo, di palle morte più poetiche delle foglie morti autunnali che cadono a fil di piombo già morte! Lui, quando recita la palla corta, è come se le desse un sonnifero, la palla all’improvviso perde vita e cade morta a terra! Dall’altra parte l’avversario accorre premuroso e caritatevole per soccorrerla ma non gli rimane che constatare che la palla sta morta che par cadavere! Quando fa questi punti strabilianti lui fa quella faccia da impunito e da sfrontato che par che voglia sfottere l’avversario!

Oggi nella partita decisiva con Pella dopo un tormentato scambio, ha recitato una demi volee bassa di controbalzo, facendo una palla corta che pareva un gioiello! Un gesto bellissimo e delicato nel contempo fatto di delicatezza e di classe cristallina! Quel gesto lo posso paragonare ad una carezza delicata che puoi fare a quel bimbo addolorato per una caramella non data, come consolazione! Vi devo poi ricordare quando agli US Open d’America, sotto di due set con Nadal che poi ha battuto al quinto set con colpi straordinari, ineguagliabili! La faccia di Nadal era meravigliatissima, mi ricordo bene! Ma secondo me, nella sua incoscienza pure lui è meravigliato della sua meraviglia!

E la camminata? Ne vogliamo parlare? Quando cammina, con il piede sembra tastare il terreno prima della battaglia, e guarda la terra assorto, come per dire – terra madre, dammi il punto! -. Cammina come un bulletto di periferia, le gambe si muovono loro malgrado, è una camminata sorniona, le gambe sembrano che abbian fatto domanda di divano, di quiete ma la centralina le aziona poi alla bisogna! Si , perché si trascinano fino al raccattapalle stancamente, come fa il gatto che furtivo si avvicina alla preda! Una volta approvvigionato della carabina, pardon della palla, va sul campo e il braccio spara la palla e le gambe diventano ruote tanto si muovon veloci!

Quando sbaglia scuote la testona e ride! Anche lì è strano: gli umani se sbagliano piangono, no lui fa quella risatina che fa ancor di più arrabbiare il suo tifoso, perché sembra che non si impegni abbastanza! Non è così: la psicologia entra in ballo più che mai con Fognini: quella è una specie di smorfia camuffata da risata e non vuol certo dire che non ci tenga a vincere! È un campione, è un giocatore e un giocatore vuole vincere! Solo De Coubertin diceva che era importante partecipare! È anche quando manifesta quelle reazioni brutte da vedere, parole non poetiche, reazioni nervose, quelle sono tutte manifestazioni di quanto ci tenga a vincere! Certo non è bello quel suo repertorio ma a lui serve, non può tenersi tutto dentro! Si sfoga e si carica! Lui è così, in campo gli serve essere così!

Io sono arrivato a questa conclusione: noi di Fognini non abbiamo capito nulla ma lo giudichiamo! E’ stupido, è cretino? Ma come fai a giudicare un giocatore fuori dal campo, è una persona che non conosci, ogni giudizio é gratuito! Invece io che ho informazioni sul Fognini come persona, ho notizie tutte diverse, parlano di una persona timida, introversa, insomma giocatore e persona non sempre coincidono! Ricordiamoci che parliamo di persone e gli umani sono complessi, complicati forse anche simili, ma mai identici perché originali, nonchè unici! Fognini è questo, a chi non piace può sempre rivolgere lo sguardo ad un altro bel giocatore come Andreas Seppi, il tennista francescano – seminarista! Tutto l’opposto di Fognini, il tennista maledetto, il tennista spericolato! Lui oggi ha vinto, era sotto di due set a zero ed ha vinto al quinto, in quel modo che è solo suo Lui è come un figlio, ti fa arrabbiare, ma ti emoziona e lo ami!

Emozionato
Meravigliato

A tua insaputa!
Prof. Giovanni Carnaroli

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