Modello Funzionale e Fisiologico del Tennis

Pubblicato da Christian Perone


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L’obiettivo di questo articolo è di descrivere in modo chiaro il MODELLO PRESTATIVO del tennis moderno. Tutte le discipline sportive si sono evolute enormemente dal punto di vista della metodologia dell’allenamento nell’ultimo decennio, ed in modo particolare il tennis. Per individuare il modello funzionale e fisiologico gli studiosi hanno analizzato attentamente le prestazioni fisiche esercitate durante le competizioni ed hanno tratto le seguenti conclusioni.

Modello Funzionale

Il tennis è classificato come uno sport di SITUAZIONE (open skill) tranne nell’esecuzione del servizio (closed skill), con OPPOSIZIONE DIRETTA dell’avversario. La prestazione fisica è di tipo INTERMITTENTE con l’alternanza di brevi periodi di lavoro molto intenso indeterminati nel tempo (non si sa quanto possano durare), e fasi di recupero determinate nel tempo (pause conosciute). Gli ultimi studi statistici affermano che i PERIODI DI LAVORO si concludono entro 10” nel 70% delle volte (mediamente 4/8 scambi), tra i 10” ed i 20” nel 20% delle volte (9/16 scambi), ed oltre i 20” nel rimanente 10% delle volte (più di 16 scambi). Le PAUSE DI RECUPERO DURANO, in base agli ultimi regolamenti ITF, 20″ tra un punto e l’altro, 90″ nei cambi campo (ogni 2 games), e 120″ tra i set. Ad ogni punto il giocatore è chiamato a sostenere ripetute AZIONI ESPLOSIVE (da 300 a 500 in una partita di 3 set tra arti superiori ed inferiori)  con un’intensità che va da quella submassimale a quella massimale, realizzate attraverso SPOSTAMENTI (l’80% avvengono entro un raggio di 2,5 mt, il 15% da 2,5 a 5 mt e il 5% oltre i 5 mt) laterali e diagonali nel 95% dei casi, e frontali il rimanente 5% delle volte. Questi spostamenti sono eseguiti abbinando ACCELERAZIONI e DECELERAZIONI con CAMBI DI DIREZIONE (mediamente 4 a punto) e PASSI MOLTO RAPIDI. La durata di un incontro professionistico può andare da meno di un’ora (incontri soprattutto femminili) fino a ben oltre le 4 ore (incontri maschili nei tornei dello Slam o Coppa Davis con 3 set su 5)

Modello Fisiologico

L’analisi del modello funzionale ha consentito di estrapolare le basi di un MODELLO FISIOLOGICO, con il quale si intende l’andamento dei parametri principali, ovvero la FREQUENZA CARDIACA (F.C.), la concentrazione di LATTATO nel sangue ed il MASSIMO CONSUMO DI OSSIGENO (VO2max). Se questi parametri vengono osservati nel loro insieme, e non singolarmente perchè direbbero poco ed anche erroneo, si possono costruire piani di lavoro molto mirati e personalizzati.

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La Frequenza Cardiaca

Studi eseguiti su giocatori di medio/alto livello (Seconda Categoria nostra) effettuati nelle Università degli Stati Uniti hanno evidenziato un F.C. media che variava dai 145 ai 155 bpm (battiti per minuto). Questo studio detto così dice poco, perchè bisognerebbe sapere quali sono le F.C. a riposo e le F.C. massime di ogni singolo giocatore per poi vedere a quali percentuali di sforzo corrispondono le suddette medie si F.C., che per ogni giocatore sarebbe diversa. Attraverso un piccolo studio mio personale, non scientifico, con l’utilizzo del cardiofrequenzimetro durante un match in campo che ha monitorato tutto l’andamento della F.C., è venuto fuori che si arrivava spesso alle F.C. massimali o submassimali (oltre i 180 bpm) durante gli scambi, e si riprendeva il gioco nel punto successivo senza aver recuperato totalmente il debito (100/120 bpm); il recupero completo si aveva solo con i cambi campo (70/80 bpm). Questo studio non pretende di essere dimostrativo ma può dare un’idea sull’andamento della F.C. durante una partita e di conseguenza sulla metodologia di allenamento fisico.

Concentrazione di Lattato Ematico

La statistica dice che il tennista trae energia dal sistema ANAEROBICO ALATTACIDO per il 70%, dal sistema ANAEROBICO LATTACIDO per il 20%, e dal sistema AEROBICO per il 10%. Naturalmente questi sistemi sono sempre da considerare in interazione tra loro e non singolarmente. Studi ufficiali hanno evidenziato una media di lattato nel sangue che va dalle 2 alle 4 mmol/L, cioè da una situazione di quasi riposo, ad una situazione a ridosso della soglia anaerobica che è identificata appunto a 4 mmol/L, però si sono registrate punte che andavano fino ad 8 mmol/L durante scambi particolarmente intensi e prolungati o dopo sforzi ripetuti che si sommano nel tempo senza pause complete, e bisogna dire che queste situazioni stanno andando aumentando nel tennis di elevata qualificazione. Quindi il meccanismo anaerobico lattacido non è da trascurare nel nostro sport.

Massimo Consumo di Ossigeno

Il MASSIMO CONSUMO DI OSSIGENO (VO2max) è un parametro fisiologico che esprime con quanta potenza il muscolo è in grado di consumare ossigeno nell’unità di tempo. E’ provato che un atleta recupera più in fretta e mantiene un’intensità elevata degli scambi più a lungo con un VO2max alto, e che i tennisti di più elevata qualificazione hanno questo parametro maggiore rispetto i livelli inferiori. Le statistiche per il tennis riportano valori di 57/60 mil/kg/min per gli uomini (Rafael NADAL 70 mil/kg/min per farci un’idea) e 52/55 mil/kg/min per le donne. Questo parametro va allenato in maniera molto specifica per il tennis (con cambi di direzione e distanze brevi) e non generale (1000 metri in pista per esempio)

Conclusioni

In relazione a quanto abbiamo spiegato come può essere classificato un giocatore di tennis da un punto di vista fisico, cioè in base agli sforzi che gli vengono richiesti durante una prestazione? Sintetizzando si può dire che un tennista deve possedere OTTIME capacità anaerobiche ALATTACIDE per fornire energia nel brevissimo periodo, BUONE capacità anaerobiche LATTACIDE per far fronte agli scambi duri e ripetuti, ed un EFFICENTE sistema AEROBICO per recuperare in fretta tra uno scambio e l’altro, tra un game e l’altro, tra un set e l’altro e tra un incontro e l’altro. Come detto ad inizio articolo il tennis si è evoluto moltissimo anche solo negli ultimi 5 anni dove sono state accorciate le pause tra un punto e l’altro, passate da 30″ a 20″, inoltre a parità di durata sono aumentati il numero di scambi ad ogni punto e ciò significa che è aumentata l’intensità di gioco soprattutto ad alto livello. Da qui se ne deduce l’importanza di un’ OTTIMA CONDIZIONE FISICA. Grazie alle conoscenze del MODELLO DI PRESTAZIONE del tennis l’allenatore ed il preparatore fisico in sinergia possono costruire mirati piani di allenamento per ogni singolo giocatore. In ultimo…DOVE COLLOCHIAMO IL TENNIS DAL PUNTO DI VISTA DELLA CATEGORIA SPORTIVA??? Come avrete notato il nostro sport è caratterizzato da tantissime sfaccettature sia tecniche che fisiche oltre che mentali che possono variare enormemente in base alle situazioni, quindi inserirei il tennis in una categoria a sè stante.

Grazie a tutti e alla prossima!!!!

Christian

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Pubblicato in Preparazione Fisica
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